STORIA E ARCHEOLOGIA

 

 

 

 

Formato: 17x24

 

Pagine: 212

 

Disponibilità: Disponibile

 

Prezzo: € 15,00

 

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Libro: 1860: SICILIA DEI MISTERI - Garibaldi di fronte alla storia

L’autore ripercorre la nota vicenda dei Mille secondo un approccio cui ha impresso un taglio particolare per originalità e inventiva. Egli ne ritesse infatti l’epopea affidandosi a un fitto intreccio di dialoghi che hanno come interlocutori protagonisti di vario rilievo appartenenti alle file di entrambi gli schieramenti in lotta. Ne è scaturito in tal modo un vivace commentario ove si alternano opinioni estemporanee, giudizi franchi, accese valutazioni e meditate analisi che sottopongono al lettore una nutrita serie di medaglioni di attori e comprimari di questo straordinario evento del nostro Risorgimento.

Dei Padri della Patria balzano così in evidenza la sostanziale astrattezza della visione nazionale e cosmopolita del Mazzini, l’astuta strategia dell’infaticabile tessitore Cavour, l’ingeneroso e subdolo comportamento di Casa Savoia nella persona di Vittorio Emanuele II, nei confronti dell’ultimo re di Napoli, l’arditezza guerriera e il rassegnato realismo politico di Garibaldi.

Mentre appaiono sullo sfondo le mire e le trame politico-diplomatiche delle grandi potenze contemporanee.

Sbalzi d’umore, gelosie reciproche, ostinati rancori, asperità di carattere, impulsività foriere di sventure sono qui meticolosamente passate in rassegna per delineare con efficace incisività le figure dei principali collaboratori dei grandi protagonisti.

Commossa e ammirata considerazione è riservata al comportamento di altri esponenti dello schieramento soccombente, accorti strateghi e valorosi combattenti sul campo, la cui audacia e la lucida capacità di manovra vengono tragicamente vanificate dalle losche trame di colleghi sleali e infidi.

Di notevole pregio infine il rapporto sui prodromi e le fasi salienti degli eventi qui trattati – affidato dal cappellano don Buttà al contenuto di alcune epistole da lui inviate al suo vescovo, fitte di dettagli fondamentali e di valutazioni su uomini e fatti – in quanto esso concorre a una raffigurazione e a un inquadramento maggiormente articolati e completi dell’intera vicenda.

Autore: Giuseppe SPADARO

Giuseppe A. Spadaro esordisce come poeta nel 1956 con Schegge di dolore (Gastaldi Ed.). Segue La donna con l’ermellino (1960) e L’immagine del Padre (1982). Dall’insegnamento della Storia dell’Arte nasce Il caso Borromini, ricostruito per identificazione (Ed. Mediterranee, 1992). Segue Rogatoria finale (Shakespeare and Company, 1996), romanzo-documento sulla tragica fine di Ferrante Pallavicino. Più recenti sono i saggi: Al crocevia della modernità (1998) e L’equivoco della liberaldemocrazia (Antonio Pellicani Ed., 2002).

Molti i riconoscimenti, e tra essi due volte il premio per la Cultura della Presidenza del Consiglio. Infine "In pruritu carnis - L’equivoco cristiano" (Fabio Croce Ed., 2005), che affronta in forma di divertissement i problemi più scottanti dell’uomo, quali la nascita di Satana dall’errore d’un copista, o la natura del peccato originale che al Concilio di Trento non riuscirono a definire.

L’autore è spinto a indagare in quelle zone d’ombra fra eresia e cospirazione: dai modernisti, vittime della repressione di Pio X, ai Giansenisti, i preti giurati della rivoluzione francese, su su fino agli Spirituali francescani, finiti sul rogo perché attendevano l’avvento del regno dello Spirito. Ricerche rare, itinerari nel sottosuolo, dai quali idee sperdute sbucano di nuovo nella Grande Storia.