POESIE E DIALETTI

 

 

 

 

Formato: 15x21

 

Pagine: 68

 

Disponibilità: Disponibile

 

Prezzo: € 5,00

 

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Libro: CONSONANZE DI... SEGNI E PAROLE

La silloge poetica “Consonanze” racconta storie di lucida e sospesa malinconia e moti dell’anima che l’autrice Chiara Simonelli affida a versi, resi sonori da fili appesi tra parole e immagini. Panta rei, tutto scorre e nella poeta emerge “il vibrar di un unico etereo cosmico respiro” come si legge nella poesia “leggera brezza”.

Un desiderio di leggerezza e soavità che pervade tutti i 65 componimenti del volume. Il presente sembra azzerare tutto l’umano sentire, ma i versi colgono sfaccettature diverse e contrastanti, senza certezze, tra colori ed ombre. Il canto disegnato nero su bianco nelle pagine prende il volo dentro l’autrice, con occhi al cielo e piedi nella madre terra, come un albero secolare che ondeggia, ma non deflagra. Le parole usate spesso anche come larghi acronimi, non ostacolate da punteggiature o titoli da definire, si susseguono come un brano ininterrotto.

“La solitudine non è mai sola nella notte dei pensieri e della poesia” e ancora. “La poesia è visionaria”. Finalmente una scrittrice che ha il coraggio di visioni del reale e oltre, delle sue voci interiori e che le trasmette scrivendo. Nell’orchestrare la sua trama poetica non si avvale di lingue di fuoco ma di pace, spesso con brevi epistole come aforismi o con parole più ricercate, ma sempre unendo testi che regalino armonia, che facciano pensare ma anche desiderare.

Specchi del reale o dell’immaginario, grida sofferte, perché scrivere sia un atto non formale ma sostanzi un modo di vedere e non solo guardare gli altri e il mondo. Tutto nella ricerca di un linguaggio che esprima l’assenza, l’illusione e la delusione, il desiderio, il caos e il silenzio, l’umano e il disumano. Chiara con la carica espressiva di cui è capace infonde il suo sentire di donna e umana creatura, creando così un incastro di vocali e consonanti che vivono tra ossessioni, luci struggenti e buio dilagante, unendo poi la sua libertà immaginativa a vere immagini a foto…grafie. Le mescola al suo io, al pianeta intero, le mette in relazione con il noto e l’ignoto ed un presente, diventato quasi invivibile… “non so spiegarti come: so solo che quel breve momento contiene tutto il tempo e tutti i mondi possibili... illusione nell’abbaglio di un volo… il sogno e le sue chimere”.

Versi che fanno trapelare come forse, solo inseguendo sogni e utopie lontane si possa accettare l’esistente o, invece, la funzione poetica trova la sua forma in quell’anelito ad un volare, tra sole e luna, scavalcando gli odori e i sapori malsani di un vivere che ci travalica e ci calpesta. L’autrice però non imprigiona il suo poetare in un tunnel senza uscita. Chiara si colloca infatti nel suo “viandare” sempre un po’ più in là con decisione e gentilezza. La scrittrice Margherita Guidacci negli anni ’70 scriveva “io so la fonte che zampilla e scorre benché sia notte, la so ritrovare… notte del cielo e notte del bosco, notte della lontananza”. Lontananza ed assenza sono sempre presenti nel libro. La poeta scrive “Tempo di attesa… tutto fluisce anche ciò che non sappiamo, che non vediamo, tempo di esserci”.

Al di là dei modi è l’esplosione dei ragionamenti sentimentali e valoriali che ci colpisce. Chiara cita Martin Luther King e Fernando Pessoa nella ricerca della verità che ci rende liberi e di quell’amore particolare e universale che potrebbero essere salvifici per l’umanità.

Forse nelle parole usate, con un linguaggio non esperienziale, ma intimistico e dialogante, si indugia troppo in una sorta di pessimismo leggendo l’ultimo verso “…per l’umano... l’unico verso testimone è il silenzio”. Ma la parola è nomade, cammina e quindi Chiara si contraddice felicemente perché le sue immagini e parole non diffondono silenzio e ombre, ma voglia di esserci, di ascolto e di trasformazione.

I versi non smussano angoli né dipanano divergenze, evocano però un mondo diverso e un differente modo di stare al mondo, evocano la pace e relazioni davvero umane tra i sessi e le persone, veicolando quelle ragioni del cuore quasi sempre dimenticate.

Autore: Chiara SIMONELLI

Chiara Simonelli Sono nata a Roma nel ’75. A 20 anni mi sono diplomata all’Istituto Magistrale “Isabelle d’Este” di Tivoli e mi sono iscritta alla facoltà di Filosofia. Nel corso degli studi universitari ho frequentato un laboratorio teatrale e ho iniziato a recitare per diversi anni nel teatro per ragazzi con l’Associazione TDV diretta da Giusi Martinelli. Ho partecipato come attrice a tre performance realizzate da mio padre al Teatro Colosseo di Roma diretto da Simone Carella: “Ascesa”, “Passaggio” e “Morte di Edipo”. Per motivi familiari ho dovuto interrompere gli studi. Da un paio di anni mi dedico alla fotografia associata a versi poetici e, ripresi gli studi interrotti, dovrei sostenere la Tesi di Laurea.