QUADERNI DEL CARCERE (INFOCARCERE)

 

 

 

 

Formato: 21x30

 

Pagine: 296

 

Disponibilità: Disponibile

 

Prezzo: € 20,00

 

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Libro: IL MONASTERO ROMANO DI REGINA COELI - Dalla fabbrica di Anna Colonna Barberini alla Casa Circondariale di Roma

Regina Coeli non si nasconde alla città e Roma non nasconde Regina Coeli che si mostra con la sua sobria ed austera costruzione antica di via della Lungara e con il suo imponente ed articolato stile panottico, a chi si affaccia dal Gianicolo. Quel mondo silenzioso e multietnico che vive parallelamente al caos cittadino è la Casa Circondariale di Roma, più nota con il nome di Regina Coeli.

Regina Coeli è un mondo riservato, come la pena impone, ma che rivela, a chi varca la sua soglia, un luogo pulsante di vivace umanità. Regina Coeli è, nella vita della capitale, il momento d’incontro tra la storia e la pena. Ogni suo angolo trasuda eventi e personaggi, pagine di vita e di sofferenza, legate a vicende criminali o di giustizia secondo i codici di ogni epoca.
Il carcere di Regina Coeli è insieme la storia di tanti uomini e tante donne che hanno vissuto e vivono l’impegno di operare per la giustizia; è la storia di noi tutti che quotidianamente, da 130 anni, incontriamo un’umanità dolente e verso la quale ci rivolgiamo, fedeli al nostro motto: «Despondere spem munus nostrum» (garantire la speranza è il nostro compito), occupandoci della condanna e del condannato, della sua salute e del percorso rieducativo, garanti della sicurezza sociale e protesi verso la rieducazione del reo.

L’impegno di seguire l’uomo fra le mura antiche, nel cuore della capitale, è un percorso ricco di sentimenti ed emozioni forti, che nascono dall’incontro con coloro che si imbattono nel cammino della vita con i famosi tre scalini.
Regina Coeli ha il difficile mandato di accogliere gli arrestati, invero il momento più doloroso in assoluto dell’esecuzione penale. Per chi è credente, è davvero il momento d’incontro della legge dello stato con la “pietas” religiosa o, per chi non crede, con la persona che ha bisogno della massima attenzione.

E nell’operare secondo il mandato legislativo, si inserisce la sfida più grande: riconoscere nel detenuto la sua dignità di uomo e di cittadino. Questa è Regina Coeli!
Agli autori di questa pubblicazione i migliori auspici di successo ed il sincero apprezzamento per aver rivolto lo sguardo su uno dei luoghi più suggestivi della città eterna.

Autore: Jacopo CURZIETTI

Storico dell’arte laureato nel dicembre 2004 in Lettere alla Sapienza Università di Roma, dove consegue anche il Diploma di Specializzazione in Storia dell’arte medioevale e moderna nel luglio 2009. Nel 2008 ottiene la Borsa di Studio triennale “Premio Balzan” messa a disposizione della Fondazione Internazionale Premio Balzan di Zurigo. Ha pubblicato studi sulla scultura romana del XVII secolo su numerose riviste specializzate e volumi collettanei, attribuendo su basi documentarie e stilistiche nuove opere al catalogo di diversi artisti quali – tra gli altri – Giulio Cartari, Domenico e Giovan Francesco de Rossi, francois du Quesnoy, Cosimo Francelli, Andrea Fucigna, Domenico Guidi e Lazzaro Morelli, oltre a importanti precisazioni archivistiche in merito all’attività di Gian Lorenzo Bernini e a quella del fratello Luigi. Sulla base di inediti riscontri documentari di estrema rilevanza e di un’originale lettura iconografica nel 2011 pubblica un volume monografico sulla decorazione seicentesca della chiesa romana del SS. Nome di Gesù diretta da Giovan Battista Gaulli (Giovan Battista Gaulli. La decorazione della chiesa del SS. Nome di Gesù, Roma: Gangemi, 2011). Particolare Attenzione ha inoltre rivolto alla figura di Antonio Raggi e al tema della scultura funeraria seicentesca, cui ha dedicato molteplici contributi e di cui sta ora curando due studi di carattere monografico.

 

 

 

Autore: Camilla S. FIORE

Storica dell’arte laureata in Lettere alla Sapienza Università di Roma nel febbraio 2009, consegue nello stesso Ateneo il titolo di dottore di ricerca in Strumenti e Metodi per la Storia dell’Arte nel giugno 2013. Nel 2008 ottiene la Borsa di Studio triennale “Premio Balzan” messa a disposizione dalla Fondazione Internazionale Premio Balzan di Zurigo. Dall’aprile 2010 collabora con l’Archivio della Pontificia Università Gregoriana al progetto “Pinakes” per la digitalizzazione e indicizzazione del corpus letterario di Athanasius Kircher, alla cui figura ha dedicato e dedica tuttora ricerche e indagini in parte già edite («Parmi d’andare peregrinando dolcissimamente per quell’Etruria». Scoperte antiquarie e natura nell’Etruria di Curzio Inghirami e Athanasius Kircher, in “Storia dell’Arte”, 133, 2012, pp. 53-82). Ha inoltre svolto importanti studi sugli allestimenti delle dimore nobiliari romane tra Sei e Settecento e analizzato la figura dell’architetto Mattia de Rossi, cui ha ricondotto la progettazione del monastero romano di S. Giuseppe a Capo le Case.

 

 

 

Autore: Antonella SCIARPELLETTI

Storica dell’arte laureata in Lettere nel dicembre 2004 alla Sapienza Università di Roma, dove consegue anche il Diploma di Specializzazione in Storia dell’arte medioevale e moderna nel gennaio 2010. Ha condotto ricerche sugli architetti e sugli ingegneri attivi a Roma tra il XVIII e XIX secolo, per poi dedicarsi alla storiografia caravaggesca e alla storia dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, con particolare riferimento alla ritrattistica dei Cavalieri di Malta. Autrice di parte della più recente catalogazione delle collezioni artistiche in proprietà INPS (Un tesoro svelato. Il patrimonio artistico dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, Roma: Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, 2005), ha a lungo studiato il territorio sabino concentrando le proprie ricerche sul marmo di Cottanello e sulle vicende storico-artistiche sei-settecentesche legate alla sua estrazione, lavorazione e utilizzo a Roma e nel Lazio ad opera degli scalpellini Sante e Giovan Francesco Ghetti.

ezioni artistiche in proprietà INPS (Un tesoro svelato. Il patrimonio artistico dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, Roma: Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, 2005), ha a lungo studiato il territorio sabino concentrando le proprie ricerche sul marmo di Cottanello e sulle vicende storico-artistiche sei-settecentesche legate alla sua estrazione, lavorazione e utilizzo a Roma e nel Lazio ad opera degli scalpellini Sante e Giovan Francesco Ghetti.