DIRITTO, SOCIALE ED ECONOMIA

 

 

 

 

Formato: 15x21

 

Pagine: 212

 

Disponibilità: Disponibile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Libro: LA REVISIONE COOPERATIVA - Guida pratica

La vigilanza sugli enti cooperativi trova il suo supporto normativo nell’articolo 45 della Costituzione, che recita testualmente “la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e ne favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”.
L’Art. 2545-quaterdecies c.c. stabilisce inoltre che “le società cooperative sono sottoposte alle autorizzazioni, alla vigilanza e agli altri controlli sulla gestione previsti dalle leggi speciali”.
Per molti anni la vigilanza ha trovato il proprio presupposto legislativo nel D.lgs. C.P.S. 1577/1947 (detta Legge Basevi) che disciplinava le modalità ed i termini della vigilanza delineando l’intero sistema dei controlli riguardo tutti gli aspetti del mondo cooperativo esistente.
Tale legge affidava il compito di accertamento e riscossione all’attuale Ministero dello Sviluppo Economico e alle Associazioni nazionali riconosciute delle cooperative.
Il D.lgs. C.P.S. 1577/1947, è stato modificato ed integrato più volte nel corso degli anni ed in particolar modo dalla Legge 31 gennaio 1992, numero 19, che ha introdotto nuove norme sulla vigilanza, individuando la titolarità di tale istituto in capo al Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale.


La vigilanza è esercitata a mezzo di ispezioni ordinarie e straordinarie; le ispezioni straordinarie hanno luogo ogni volta che se ne presenti l’opportunità o la necessità sono di esclusiva competenza degli organi ministeriali e non è preclusiva di ulteriori controlli da parte delle autorità. La vigilanza in sede ordinaria, può essere effettuata dalle Associazioni riconosciute, limitatamente alle società ad essa aderenti.
Per poter svolgere la loro attività, gli ispettori devono avere la possibilità di accedere alla documentazione dell’ente, idonea a certificare l’attività svolta. A tale scopo, la disposizione di cui all’art. 19, primo comma, lettere d) ed e) della Legge 413/1991, ha introdotto il concetto di revisore - incaricato di pubblico servizio.
La Legge 3 ottobre 2001, n. 366 ed il successivo decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, hanno segnato una svolta epocale nell’ambito del diritto societario, apportando modifiche sostanziali alla normativa delle società di capitali e delle cooperative. La legge delega del 3 ottobre 2001 n. 366 ha inoltre introdotto il controllo giudiziario sulle irregolarità di gestione per tutte le società cooperative, ad eccezione dei consorzi agrari e di tutti gli istituti della cooperazione bancaria in genere.
Infine, il Decreto Legislativo del 2 agosto 2002, numero 220, in attuazione della previsione contenuta nell’art. 7 della legge 3 aprile 2001, n. 142, ha riorganizzato il Sistema della Vigilanza sugli enti cooperativi.
Da tale riorganizzazione emerge una riforma che ha punti di contatto e di connessione con la riforma civilistica, e che riesce a realizzare un rinnovamento dal punto di vista della funzione ispettiva, tesa ad offrire maggiori garanzie circa la corretta gestione delle società e la loro rispondenza alle caratteristiche di legge.

Autore: AA.VV.