STORIA E ARCHEOLOGIA

 

 

 

 

Formato: 17x24

 

Pagine: 68

 

Disponibilità: Disponibile

 

Prezzo: € 10,00

 

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Libro: LUIGI ALONZI DETTO CHIAVONE

Gli eroi della parte giusta pugnarono con aiuti internazionali di ogni genere e ottennero consistenti prebende per il loro servizio; e se caduti in battaglia, tali prebende furono girate agli eredi. Quelli della parte sbagliata, praticamente con niente, misero a rischio beni, famiglia, vita e lasciarono nella più totale e perenne miseria i loro cari.

Costoro, assieme ai pochi sopravvissuti dallo sterminio sabaudo, furono costretti, per campare, a un’emigrazione biblica, fino ad allora sconosciuta. Se ogni persona con un pizzico di onestà potesse fare un paragone tra i due tipi di eroi, quali resterebbero nei libri e nelle piazze? Questo è lo scopo del presente lavoro che, insieme a tanti altri, sta operando su vasta scala contro le menzogne risorgimentali per la ricostruzione della memoria storica dei meridionali, come oggi si chiamano i discendenti dei duosiciliani. Tutti sanno che i popoli senza le proprie radici storiche e culturali non hanno futuro e sono, o saranno, preda di quelli ben radicati. Per adesso ben pochi sanno che continuando a studiare altrui o false radici, imposteci dall’intellighenzia, non si progredisce.

La disoccupazione, la criminalità, il degrado ambientale, l’emigrazione cronica, lo scarso senso civico che purtroppo sono la dolente costante di quasi tutte le zone del Mezzogiorno, peggiorano con il passare del tempo proprio per la nostra carenza di memoria storica. Ritroviamo allora nell’ambiente di Luigi Alonzi, detto Chiavone, personaggi e gesta capaci di farci spuntare radici verso la nostra bistrattata terra e diventeremo più saldi, più forti e più determinati a migliorare.

Ritengo dunque maturi i tempi per parlare di Luigi Alonzi come uno dei migliori patrioti napoletani, come si chiamavano allora tutti gli abitanti al di qua del Faro. Non deve contare troppo nella vita combattere dalla parte dei vincitori o dei vinti, è ben più importante schierarsi per i propri valori tradizionali. Se veramente si crede in essi è d’obbligo tutelarli sino all’estremo sacrificio. È d’obbligo tutelarli, anche se tutto fa pensare che la guerra è persa. È d’obbligo tutelarli per lanciare un forte messaggio ai posteri affinché non vadano perduti nel gran mare del progresso. Se poi ci si trova dalla parte dei vinti, è ancora più doveroso portare avanti le loro condivise idee contro tutto e contro tutti.

Autore: Vincenzo GULÌ

Vincenzo Gulì è nato a S. Giorgio a Cremano (NA), alle falde del Vesuvio, da genitori napoletani; con nonni paterno siciliano e materno pugliese. Ha studiato all’Università di Napoli (oggi Federico II) raggiungendo la laurea a pieni voti in Economia e Commercio. Successivamente ha svolto, presso l’istituto di Economia di quella facoltà, il dottorato di ricerca. È passato poi all’insegnamento di Economia Aziendale negli istituti tecnici commerciali, ove tuttora è in servizio. Svolge anche la professione di dottore commercialista.

È stato tra i fondatori dell’Associazione Culturale Neoborbonica, di cui è vicepresidente nazionale. Appassionato di storia del Meridione d’Italia, ha fatto una lunga attività di ricerca negli Archivi napoletani, segnatamente nell’Archivio Storico del Banco di Napoli. Ha scritto il testo “Il saccheggio del Sud”. Collabora con diverse riviste e quotidiani per articoli di storia e di economia. Negli ultimi anni ha partecipato a numerosissimi convegni in tutta Italia sia organizzati da enti pubblici sia da privati, in materia di riscoperta delle radici storiche dei meridionali e della rivisitazione della storia vista dalla parte dei vinti. Recentemente, in sintonia con don Giuliano Lilli, si impegna per collegare sempre più strettamente religione cattolica e rivoluzione.