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LA RETE DEI MERENGUE

Nella fitta trama del merengue si celano traffici ben più oscuri. Tra Santo Domingo, La Spezia e il porto di Genova, un’organizzazione criminale internazionale sfrutta la I Mediterraneo. Quando un carico scompare. il fragile equilibrio tra potere, denaro e sangue si spezza, trascinando un ex poliziotto italiano e un informatore dominicano in una spirale di violenza, tradimenti e inseguimenti mozzafiato.

Un thriller ad alta tensione che intreccia criminalità organizzata, cultura caraibica e corruzione europea: un viaggio senza ritorno nel lato oscuro del sogno del lusso.

Jean Luc Priot autore italiano celebre per i suoi romanzi ad alto tasso di adrenalina, torna a esplorare il legame profondo tra l’Italia e l’America Latina nel torbido scenario del crimine internazionale.

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Autore

  • Jean Luc Priot

    Chi è Jean Luc Priot

    Data di nascita 14 maggio 1978

    Luogo di nascita Saint-Malo, Bretagna, Francia

    Professione Scrittore, ex archivista marittimo, mentore letterario

    Genere letterario Noir metafisico, saggistica sulla scrittura creativa, narrativa introspettiva

    Tratto distintivo Celebre per la sua estrema riservatezza; non rilascia interviste pubbliche e preferisce la corrispondenza cartacea alla comunicazione digitale.

    Biografia fittizia

    Jean-Luc Priot è cresciuto tra i venti e le maree di Saint-Malo, un ambiente che ha segnato profondamente la sua cifra stilistica. La sua formazione non è avvenuta nelle accademie letterarie, ma attraverso un lungo e silenzioso apprendistato sul campo.

    Nei primi anni 2000, Priot ha vissuto un periodo cruciale a Parigi, dove è stato l’assistente ombra di alcuni tra i più influenti romanzieri francesi del tempo. Lavorando come correttore di bozze e curatore di manoscritti per grandi autori (di cui ha sempre mantenuto l’anonimato per rispetto professionale), ha avuto la rara opportunità di osservare da vicino il processo creativo dei “grandi maestri”. Da loro ha appreso l’arte del sottrarre, la gestione del ritmo narrativo e la capacità di scavare nell’inconscio dei personaggi.

    Questa fase di “osservazione silenziosa” è terminata quando Priot, sentendosi finalmente pronto a una voce propria, ha scelto di tornare nella natia Bretagna. Si è stabilito in un rifugio solitario vicino a Cap Fréhel, dove ha iniziato a produrre le proprie opere, distillando gli insegnamenti ricevuti durante gli anni parigini. Oggi, pur rimanendo una figura schiva, è considerato dagli addetti ai lavori come uno degli autori più rigorosi e metodici del panorama letterario contemporaneo, un vero “artigiano della parola” che preferisce la qualità del silenzio al rumore mediatico. Jean Luc ha vissuto per una gran parte della sua esistenza a La Spezia ove ha assunto la fama di ricercatore di misteri e avventure del luogo attingendo ogni notizia ricevuta dai vecchi della città e dei borghi circostanti facendone tesoro dei loro racconti, un esempio “OMBRE DEL GOLFO DELLA SPEZIA” e “LA TELA DEI MERENGUE”, due titoli esplosivi per non parlare delle avventure del Pirata Spezzino BACICIO.

    Il Metodo Priot

    La reputazione di Jean-Luc Priot è costruita sulla sua metodologia di lavoro, che è diventata quasi leggendaria tra gli aspiranti scrittori.

    L’apprendistato invisibile: La sua capacità di analizzare le strutture narrative nasce direttamente dagli anni passati a revisionare i testi di grandi maestri del Novecento, esperienza che lui stesso definisce “la mia vera università”.

    La disciplina della penna: Priot sostiene che la tastiera del computer allontana lo scrittore dal peso fisico delle parole. Per questo motivo, scrive esclusivamente a mano, su fogli color avorio, sostenendo che l’attrito della carta aiuti a selezionare solo i pensieri davvero necessari.

    Il distacco tecnologico: Vive in un isolamento consapevole. Non possiede smartphone e non presenzia a fiere del libro o eventi mondani. Questa scelta di vita, spesso fraintesa come misantropia, è in realtà, secondo Priot, l’unico modo per proteggere la propria voce interiore dalle influenze esterne e dal giudizio immediato del pubblico.

    Curiosità

    Nonostante la sua riservatezza, accetta occasionalmente di scambiare lettere con giovani scrittori emergenti che riescono a rintracciarlo via posta, offrendo consigli tecnici sulla costruzione dei personaggi appresi durante il suo apprendistato parigino.

    Si dice che la sua biblioteca privata contenga edizioni rare dei suoi maestri, con annotazioni a margine che spiegano i “trucchi del mestiere” appresi durante la sua giovinezza nella capitale.

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