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BRANDELLI D’ITALIA – Versi politici e civili

Le poesie di questa raccolta sono profili di personaggi italiani contemporanei (politici, magistrati, intellettuali), colti in alcuni aspetti e momenti della loro attività.

Un divertimento letterario più che frutto di un reale sentire dell’Autore, che vede il mondo e la vita umana come un gioco dialettico di Dio (in cui l’uomo non è che uno strumento), nel quale si fronteggiano gli opposti, come il bene e il male, i buoni e i cattivi, i quali altro non sono che astrazioni, categorie della mente umana originate da buono o da cattivo umore.
Ciò che si ricava da quella silloge è che oggi in Italia i politici e gli intellettuali sono sradicati dalla cultura di un tempo, su cui si fondavano i grandi partiti: al posto di quelle radici è subentrato un vuoto, di idee, di progetti, riempito da un repertorio di parole inutili e inconcludenti.

Già nel 1974 in Italia fragile Giuseppe Prezzolino scriveva: “Per salvare l’Italia dal disastro non c’è un solo cenno ai rimedi: si sentono tante proposte, e tutte partono da persone che se ne intendono, ma sono come chiuse in una stanza, abituate alle loro poltrone, e il grave è che non suscitano in nessuna parte del pubblico fede ed entusiasmo».

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Autore

  • Mario Scaffidi Abbate

    Mario Scaffidi Abbate, nato a Brescia il 18 gennaio 1926, ha esordito nella letteratura e nel giornalismo nel 1946, scrivendo articoli per il Corriere di Calabria e il Giornale di Sicilia e pubblicando un saggio Sopra un’ode di Orazio e un poemetto, La Virtù. Laureatosi in Lettere classiche, nel 1950 si stabilì definitivamente a Roma dove ottenne un incarico al Convitto Nazionale e successivamente, vinto il concorso, la cattedra d’Italiano e Latino nei licei statali, insegnando al Plinio Seniore e al Castelnuovo. Ha collaborato a diversi programmi radiofonici della RAI con sceneggiati di carattere storico (Le svolte della Storia, I grandi antagonisti, Al tempo di…) e linguistico (La parola alla parola! e Parole alla sbarra, in cui ha dato voce alle parole stesse raccontandone la storia), nonché alla Terza Pagina del settimanale televisivo Trentaminuti giovani. Ha fatto parte del “Comitato Ministeriale per la salvaguardia della lingua italiana” (insieme a Tullio De Mauro), ha scritto articoli per giornali e riviste, fra cui Telesera, il Tempo, il Secolo, il Giornale d’Italia, Voce Romana, Umanesimo del lavoro e ha collaborato alla “Grande Enciclopedia di Roma” con la voce “Imperatori”. Ha diretto due riviste culturali e attualmente collabora al quotidiano l’Opinione e a due riviste giuridiche, Foro Romano e Temi Romana. Ha al suo attivo circa cento pubblicazioni, fra romanzi, saggi, poesie e traduzioni, fra le quali Caos, La scuola di Babele, Italieide, L’Italia dei Caffè, (recensito su due reti della Rai con intervista all’autore e di cui è andato in onda un suo sceneggiato su Rai Uno), Il mondo dello yoga, Avanti march!, Elogio della saggezza (che gli è valsa la partecipazione al programma Uno mattina della Rai), Il mistero del Cristo senza croce, Lettera a una scolaresca, Brandelli d’Italia, Il Fascismo in presa diretta, Fratelli d’Italia, la Bibbia in versi endecasillabi. Numerose le sue traduzioni di testi di autori greci e latini, anche in versi, fra cui l’Eneide (di cui è stata messa in scena una drammaturgia) e le Metamorfosi di Ovidio, alcune delle quali sono state ristampate da Mondadori, Rizzoli, Rusconi, Fabbri e Bompiani.

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