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I GRANDI MALI DELLA SANTA CHIESA – DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI

Il contenuto di questo poemetto, per dirla con Dante, “a molti fia sapor di molto agrume”, ma è una verità su cui la Chiesa dovrebbe meditare, attuando una Riforma ‘vera’ che molti fedeli aspettano da tempo: non basta, e non serve, che l’attuale papa dica loro “Buon giorno”, “Buon pranzo”, “Ricordatevi di pregare anche per me”, che annunci la cancellazione o la modifica della frase (di Cristo) rivolta a Dio nel Padre nostro “Non c’indurre in tentazione”, o s’inventi che “il sesso è un dono di Dio” (mettendolo alla pari della fede), quando Dio, creato Adamo, gli disse “Prolificate e popolate il mondo”, né che auspichi ‘pubblicamente’ il matrimonio dei preti, e quindi anche del papa (per dare un taglio alla pedofilia di molti “ministri” di Dio), provocando la reazione di un suo ex collega in pensione, facendo di lui un anti-papa e di se stesso un anti-Cristo (quando Gesù stesso disse: “Chi vuole seguire me abbandoni la famiglia”).
La Chiesa riconosca i suoi errori, passati e presenti, e non si proclami “Maestra insuperabile di verità” e addirittura “Parola di Dio”.

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Autore

  • Mario Scaffidi Abbate

    Mario Scaffidi Abbate, nato a Brescia il 18 gennaio 1926, ha esordito nella letteratura e nel giornalismo nel 1946, scrivendo articoli per il Corriere di Calabria e il Giornale di Sicilia e pubblicando un saggio Sopra un’ode di Orazio e un poemetto, La Virtù. Laureatosi in Lettere classiche, nel 1950 si stabilì definitivamente a Roma dove ottenne un incarico al Convitto Nazionale e successivamente, vinto il concorso, la cattedra d’Italiano e Latino nei licei statali, insegnando al Plinio Seniore e al Castelnuovo. Ha collaborato a diversi programmi radiofonici della RAI con sceneggiati di carattere storico (Le svolte della Storia, I grandi antagonisti, Al tempo di…) e linguistico (La parola alla parola! e Parole alla sbarra, in cui ha dato voce alle parole stesse raccontandone la storia), nonché alla Terza Pagina del settimanale televisivo Trentaminuti giovani. Ha fatto parte del “Comitato Ministeriale per la salvaguardia della lingua italiana” (insieme a Tullio De Mauro), ha scritto articoli per giornali e riviste, fra cui Telesera, il Tempo, il Secolo, il Giornale d’Italia, Voce Romana, Umanesimo del lavoro e ha collaborato alla “Grande Enciclopedia di Roma” con la voce “Imperatori”. Ha diretto due riviste culturali e attualmente collabora al quotidiano l’Opinione e a due riviste giuridiche, Foro Romano e Temi Romana. Ha al suo attivo circa cento pubblicazioni, fra romanzi, saggi, poesie e traduzioni, fra le quali Caos, La scuola di Babele, Italieide, L’Italia dei Caffè, (recensito su due reti della Rai con intervista all’autore e di cui è andato in onda un suo sceneggiato su Rai Uno), Il mondo dello yoga, Avanti march!, Elogio della saggezza (che gli è valsa la partecipazione al programma Uno mattina della Rai), Il mistero del Cristo senza croce, Lettera a una scolaresca, Brandelli d’Italia, Il Fascismo in presa diretta, Fratelli d’Italia, la Bibbia in versi endecasillabi. Numerose le sue traduzioni di testi di autori greci e latini, anche in versi, fra cui l’Eneide (di cui è stata messa in scena una drammaturgia) e le Metamorfosi di Ovidio, alcune delle quali sono state ristampate da Mondadori, Rizzoli, Rusconi, Fabbri e Bompiani.

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