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I LEGIONARI DI NETTUNIA – I caduti della Repubblica Sociale Italiana di ANzio e Nettuno (1943 – 1945)

Nel corso della prima metà del Novecento, sia ad Anzio che a Nettuno, esistevano i “Legionari”: la prima guerra mondiale, la “pacificazione” della Libia, la conquista dell’Etiopia, la Cruzada spagnola e, naturalmente, la seconda guerra mondiale, avevano visto la massiccia partecipazione di nettunesi ed anziati che con il loro sangue avevano scritto le pagine più belle della storia d’Italia. Con 1’8 settembre 1943, con la firma della resa incondizionata, sembrò spezzarsi questo “continuum” e quel popolo che aveva dato alla storia “Santi, Eroi, Navigatori”, sembrò scomparire nell’anonimato più completo. Invece no. Troppo superficiale e troppo comodo sarebbe sostenere questa tesi. Perché, mentre tutto un mondo crollava, mentre I’ltallia cadeva nella più dolorosa e vergognosa resa che la storia ricordi, vi fu chi, pur sapendo di andare di fronte ad una sconfitta certa, prese le armi “per l’Onore d’Italia” e dimostrò che quel tipo umano, capace di miracoli ed eroismi, non era scomparso dalla nostra penisola. Questi ragazzi, i ragazzi della RSI, dimostrarono che l’Italia poteva ancora vantare i suoi… Legionari. Questo studio intende ricordare coloro che per questa scelta sacrificarono quello
che di più caro un uomo può avere: gli affetti e la vita. Si trattò della scelta più difficile, ma a questi uomini poco interessava la “convenienza”, poco interessava il “calcolo”.
Furono coscienti artefici del loro destino e furono coscienti che quella scelta, quel loro volontarismo, avrebbe costituito un “punto di non ritorno” che li avrebbe condotti anche al sacrificio supremo. Bi fronte ad una massa “grigia” e rassegnata, che passiva attendeva lo scorrere degli eventi, il loro ‘> esempio rifulge come un faro di luce nelle tenebre della notte. Per sessant’anni il loro sacrificio venne dimenticato perché
un’apposita censura politica non ha mai permesso che si parlasse di loro. Questo lavoro vuole seardinare questo processo mentale di censura della memoria collettiva e ricordare chi – cori delle scelte ben precise – fu artefice e protagonista della storia. Particolarmente interessante la ricostruzione
delle storie dimenticate di tutti quei nettuniani che, arruolatisi nelle Forze Armate Repubblicane, non fecero più riiomo alle loro case.

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Autore

  • Pietro Cappellari

    Pietro Cappellari, è nato a Latina nel 1975, risiede a Nettuno (Roma).
    Ricercatore della Fondazione della RSI – Istituto Storico di Terranuova Bracciolini, membro del Comitato scientifico del Centro Studi Militari e Testimonianze della RSI di Latina, Accademico e responsabile per la Regione Etruria (Italia Centrale) dell’Accademia Delia di Padova, Ufficiale riservista dell’Esercito Italiano, Comandante Sezione Carri Semoventi, insignito della Medalla de la Paz de Franco, laureato in Scienze Politiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi in Storia contemporanea, Master dell’Istituto “Enrico Mattei” di Alti Studi sul Vicino e Medio Oriente, vincitore del premio di laurea “Tullio Zuliani” dell’Istituto Storico della RSI (2002), vincitore del 2° premio in Scienze Storiche “Prof. Marco Balzarini di Lusingano” (Premio Internazionale “Giuseppe Sciacca” – L’Aquila, 2004), collaboratore della West Virgina University (USA), è stato coautore di Illustri nettunesi (Le Edizioni del Gonfalone, Nettuno 2004).

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