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ITALIANI STRANA GENTE

A dispetto di quel che si legge sul Palazzo della Civiltà Italiana dell’EUR a Roma, oggi gl’Italiani non sono più “un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati e di navigatori: navigano, sì, ma sempre in acque tempestose, senza un nocchiero risoluto e capace. Non dobbiamo però fare di tutta l’erba un fascio: ogni individuo ha una sua personalità e va visto e giudicato nell’insieme, cosa che molti non fanno: si soffermano infatti su un aspetto della persona, quello che gli fa più comodo, per poterne dire peste e corna, o su un solo episodio, e da quello traggono il loro giudizio, che non è ovviamente obiettivo. Non è così che si vede e si giudica la Storia, estrapolandone un solo fatto per esaltarlo o condannarlo, senza guardare tutto l’insieme. La conclusione che si ricava dalla lettura di questo libro è che per cambiare gl’Italiani bisogna prima cambiare l’Italia: un’Italia sana, in tutto il suo corpo, in cui ogni cosa funziona, la politica, la giustizia, l’economia, il lavoro, la sanità, la scuola, l’informazione, la televisione, la sicurezza e così via, può veramente cambiare i cittadini, eliminarne le discordie, gli scontri, ideologici e fisici, in poche parole pacificare gli animi e dare finalmente agli Italiani quell’unità di cui tanto si parla ma che ancora non s’intravede.
(Dalla Prefazione, di Renato Siniscalchi)

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Autore

  • Mario Scaffidi Abbate

    Mario Scaffidi Abbate, nato a Brescia il 18 gennaio 1926, ha esordito nella letteratura e nel giornalismo nel 1946, scrivendo articoli per il Corriere di Calabria e il Giornale di Sicilia e pubblicando un saggio Sopra un’ode di Orazio e un poemetto, La Virtù. Laureatosi in Lettere classiche, nel 1950 si stabilì definitivamente a Roma dove ottenne un incarico al Convitto Nazionale e successivamente, vinto il concorso, la cattedra d’Italiano e Latino nei licei statali, insegnando al Plinio Seniore e al Castelnuovo. Ha collaborato a diversi programmi radiofonici della RAI con sceneggiati di carattere storico (Le svolte della Storia, I grandi antagonisti, Al tempo di…) e linguistico (La parola alla parola! e Parole alla sbarra, in cui ha dato voce alle parole stesse raccontandone la storia), nonché alla Terza Pagina del settimanale televisivo Trentaminuti giovani. Ha fatto parte del “Comitato Ministeriale per la salvaguardia della lingua italiana” (insieme a Tullio De Mauro), ha scritto articoli per giornali e riviste, fra cui Telesera, il Tempo, il Secolo, il Giornale d’Italia, Voce Romana, Umanesimo del lavoro e ha collaborato alla “Grande Enciclopedia di Roma” con la voce “Imperatori”. Ha diretto due riviste culturali e attualmente collabora al quotidiano l’Opinione e a due riviste giuridiche, Foro Romano e Temi Romana. Ha al suo attivo circa cento pubblicazioni, fra romanzi, saggi, poesie e traduzioni, fra le quali Caos, La scuola di Babele, Italieide, L’Italia dei Caffè, (recensito su due reti della Rai con intervista all’autore e di cui è andato in onda un suo sceneggiato su Rai Uno), Il mondo dello yoga, Avanti march!, Elogio della saggezza (che gli è valsa la partecipazione al programma Uno mattina della Rai), Il mistero del Cristo senza croce, Lettera a una scolaresca, Brandelli d’Italia, Il Fascismo in presa diretta, Fratelli d’Italia, la Bibbia in versi endecasillabi. Numerose le sue traduzioni di testi di autori greci e latini, anche in versi, fra cui l’Eneide (di cui è stata messa in scena una drammaturgia) e le Metamorfosi di Ovidio, alcune delle quali sono state ristampate da Mondadori, Rizzoli, Rusconi, Fabbri e Bompiani.

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