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PERDONAMI PAPA’

Giuseppe Scaffidi Abbate nacque a Brolo (Messina) il 25 dicembre del 1898. Prese parte alla Prima Guerra Mondiale come tenente degli Arditi, riportando una grave ferita. Nel 1923, lasciato l’esercito, aderì alla Milizia fascista col grado di capo manipolo e nel giro di una diecina d’anni giunse all’apice della carriera ottenendo il grado di Console generale e il comando di una legione. Durante il secondo conflitto mondiale partecipò alla campagna di Russia come capo di Stato Maggiore al seguito del Generale Messe, tornando da quell’amara esperienza duramente colpito sia nel fisico che nel morale. Da qui la sua eccessiva severità nei confronti della numerosa famiglia (undici figli), tanto più dopo la sua “epurazione” per essere stato fascista e nella Repubblica Sociale, confinato in Calabria con tutti i suoi familiari in una vita di stenti, di miseria e di fame. Pluridecorato, il suo ricco medagliere va dalla Croce per merito di guerra all’alta e ambita onorificenza dei SS. Maurizio e Lazzaro, che rendeva il decorato cugino del Re. Morì a Palermo, colpito da un ictus cerebrale, il 27 febbraio del 1955, all’età di 56 anni.
 

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Autore

  • Mario Scaffidi Abbate

    Mario Scaffidi Abbate, nato a Brescia il 18 gennaio 1926, ha esordito nella letteratura e nel giornalismo nel 1946, scrivendo articoli per il Corriere di Calabria e il Giornale di Sicilia e pubblicando un saggio Sopra un’ode di Orazio e un poemetto, La Virtù. Laureatosi in Lettere classiche, nel 1950 si stabilì definitivamente a Roma dove ottenne un incarico al Convitto Nazionale e successivamente, vinto il concorso, la cattedra d’Italiano e Latino nei licei statali, insegnando al Plinio Seniore e al Castelnuovo. Ha collaborato a diversi programmi radiofonici della RAI con sceneggiati di carattere storico (Le svolte della Storia, I grandi antagonisti, Al tempo di…) e linguistico (La parola alla parola! e Parole alla sbarra, in cui ha dato voce alle parole stesse raccontandone la storia), nonché alla Terza Pagina del settimanale televisivo Trentaminuti giovani. Ha fatto parte del “Comitato Ministeriale per la salvaguardia della lingua italiana” (insieme a Tullio De Mauro), ha scritto articoli per giornali e riviste, fra cui Telesera, il Tempo, il Secolo, il Giornale d’Italia, Voce Romana, Umanesimo del lavoro e ha collaborato alla “Grande Enciclopedia di Roma” con la voce “Imperatori”. Ha diretto due riviste culturali e attualmente collabora al quotidiano l’Opinione e a due riviste giuridiche, Foro Romano e Temi Romana. Ha al suo attivo circa cento pubblicazioni, fra romanzi, saggi, poesie e traduzioni, fra le quali Caos, La scuola di Babele, Italieide, L’Italia dei Caffè, (recensito su due reti della Rai con intervista all’autore e di cui è andato in onda un suo sceneggiato su Rai Uno), Il mondo dello yoga, Avanti march!, Elogio della saggezza (che gli è valsa la partecipazione al programma Uno mattina della Rai), Il mistero del Cristo senza croce, Lettera a una scolaresca, Brandelli d’Italia, Il Fascismo in presa diretta, Fratelli d’Italia, la Bibbia in versi endecasillabi. Numerose le sue traduzioni di testi di autori greci e latini, anche in versi, fra cui l’Eneide (di cui è stata messa in scena una drammaturgia) e le Metamorfosi di Ovidio, alcune delle quali sono state ristampate da Mondadori, Rizzoli, Rusconi, Fabbri e Bompiani.

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