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Canuti, spesso vegliardi, comunque venerabili

Chissà se il Poeta, volendo descrivere il personaggio di Caron Dimonio, traghettatore dell’inferno, ritenne di evidenziare l’aspetto senile “Vecchio bianco di canuto pelo” con un segno di riverenza verso i vecchi.

L’Autore, Pasquale Ciampa, nella sua visione esistenziale, prende le mosse da un afflato sincero verso “i giovani della tempra”, “del progresso”, la generazione del futuro, poi concentrandosi sulla frustrazione dei vecchi, attraversando un quarto di secolo alla luce delle esperienze di vita vissuta, come avvocato, come pubblico amministratore, come cittadino devastato dalla pandemia.

La sua verifica della sfera sentimentale dell’uomo contemporaneo, gli consegna la consapevolezza – amara – di una inadeguata considerazione  dell’universo dei vecchi, emarginati socialmente, mortificati dal peso dell’ingratitudine, relegati in case degradate per lungodegenti se non ospizi, condannati a gestire età avanzate e patologie.

In epoca di pandemie planetarie, infine, oltraggiati da visioni pseudoscientifiche sulla cosiddetta immunità di gregge, proposta come ultimo “rimedio geniale” da presunti statisti e scienziati in libera uscita.

È così che nel colloquio dell’anziano e stanco Avvocato penalista, con suoi amici cari e la consorte, rappresenta l’abisso profondo nel quale viene spinta la terza età a seguito del dramma mondiale: per i vecchi, c’è anche la prospettiva di lasciare la vita… con un cartellino all’alluce di un piede, senza un addio e neppure un fiore.

C’è speranza di una rivisitazione della scala valoriale? Si, sempre! Perché la speranza, secondo un antico proverbio, è la quarta candela dell’esistenza umana, dopo la Pace la Fede e l’Amore.

Quella che permette di riaccendere con la sua luce, tutte le altre.

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Autore

  • Pasquale Ciampa

    Penalista dal 1967, l’avv. Pasquale Ciampa ha partecipato da difensore alle fasi giudiziarie di clamorosi casi di cronaca italiana ed è il fondatore dello Studio Ciampa e Associati, a Roma. Consigliere per due volte della Camera Penale di Roma, è stato eletto nel 1990 all’Unione delle Camere Penali Italiane.

    Ha tenuto numerose lezioni per i giovani Avvocati, organizzate da Consigli dell’Ordine e dalle Camere Penali.

    Sindaco del Comune di Rocca di Papa dal 1989 al 1991, nel 2006 ha ricevuto la nomina a Cavaliere della Repubblica dal Presidente Giorgio Napolitano per particolari meriti professionali e politici. Ha collaborato a riviste culturali, in particolare L’Osservatore dello Spettacolo, e tuttora al periodico Gli oratori del Giorno di Nicola Madia. Ha già pubblicato L’orgoglio di una solitudine (Albatros, 2010), Dio c’era (Europa Edizioni, 2014), poi trasfuso nella pièce teatrale Dio, ritorna (2019), per la regia di Enrico Maria Falconi; Discettando e poetando su un mondo tribolato (Europa Edizioni, 2018), Canuti, spesso vegliardi, comunque venerabili (Herald Editore, 2020).

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