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DROGA – La via medicinale

Gennaro Francione, in questo testo particolarmente ispirato, sottolinea l’inutilità della repressione penalistica nei confronti dei tossicodipendenti, proponendo la nuova via medicinale che sostituisce al carcere la cura (anche preventiva), le sanzioni amministrative e le misure di sicurezza sul territorio.
In particolare, come giudice, esamina la legge Fini-Giovanardi vanificata da un ovvero di troppo nei suoi intenti proibizionistici, che paradossalmente la rendono ancora meno efficace a livello repressivo della precedente normativa.
In qualità di artista, Francione propone il teatro come terapia alla droga raccontando la sua esperienza nell’opera ‘A Scigna.

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Autore

  • Gennaro Francione

    Gennaro Francione è nato a Torre del Greco (NA) e vive a Roma dove in pensione come magistrato, col grado di Consigliere di Corte di Cassazione,  oggi svolge attività di artista e animatore socio-culturale.

    Soprattutto è drammaturgo, continuando la tradizione di Ugo Betti (anch’egli giudice), di cui è definito dal Centro Ugo Betti  il “naturale erede”. Ha rappresentato in Italia e all’estero  sue opere teatrali, vincendo numerosi premi. Fondatore dell’EUGIUS (Unione Europea dei Giudici Scrittori), di cui è Presidente, ha ideato il Movimento Utopista-Antiarte 2000, basato sulla Fratellanza del Libero Spirito Artistico.   Gli è stato assegnato il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli anni 1995-1997-2003-2005.

    Francione ritiene che il teatro rappresenti la rivoluzione delle coscienze. Va portato ai giovani, agli emarginati, ai devianti, ai carcerati per dar loro con l’emozione (e non solo con la parola spesso vuota e non comunicante) la speranza di una vita nuova. “La Bellezza salverà il mondo” grida nella sua opera La cella di Alessio Dostoevsckij, socialista condannato alla Siberia e redento dal carcere del mondo attraverso l’arte

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