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Il viaggio di Enrico – Una storia d’altri tempi

Il Viaggio di Enrico è il romanzo di un percorso interiore, oltre che di un vero e proprio viaggio. Il protagonista è appunto Enrico, un ragazzo romano che negli anni ’50 è costretto da sua madre a emigrare all’estero.

Il cammino di Enrico, da ricco rampollo di una famiglia agiata a novello giramondo, è una lotta per la libertà, in un contesto di gente straniera che si dimostra amichevole e disponibile. Il suo è un doppio viaggio: attraverso le principali città europee e dentro di lui, per capire chi è veramente, qual è il suo ruolo all’interno della società, della famiglia e per immaginare il proprio futuro.

Agli estremi della dicotomia che sta attraversando la sua generazione, negli anni ’50, vi sono il desiderio di libertà e la ricerca di stabilità, la riscoperta dei sensi e un rapporto difficile con la madre, la rinnegazione dei valori precedentemente acquisiti e la mancata proposizione di un modello nuovo.

Enrico parte forzatamente per Londra, alla ricerca di una nuova identità, dove il proprio io ancora acerbo ma con una spiccata intelligenza e voglia di fare, vengano riconosciute e valorizzate.

Viaggiare, spostarsi di città in città, fare nuove esperienze sono diventate quasi una vertigine e un’esigenza irrinunciabile ma, allo stesso tempo, una scelta obbligata. Un’irrequietezza che nasconde un disagio più esteso e profondo. Il territorio diventa una discriminante dove si proiettano problemi che forse sono di altra natura e a cui si affidano ciecamente sogni e speranze.

Dopo aver percorso le classiche tappe del viaggio dell’eroe, vi è la discesa agli inferi, attraverso situazioni tragiche e oniriche (fino all’arresto), in cui il protagonista scopre un’inaspettata personalità criminale; Enrico torna così in terra anglosassone, con una rinnovata consapevolezza di sé e un rinsaldato conflitto con la madre ormai scomparsa.

Ogni capitolo del libro è un pezzo del viaggio, un itinerario al contrario tra presente e passato, raccontato dal punto di vista della voce narrante, che però si identifica nel personaggio di Enrico e compie il tragitto della vita insieme a lui. Un inizio che prelude l’evoluzione di un uomo, tra innocenza e criminalità, tra voglia di riscatto e decadimento totale fino all’annullamento della libertà personale. Resta però, fissa e immobile nel tempo, la figura della motocicletta, come monumento della perduta emancipazione, che attende l’eroe in sella per iniziare di nuovo l’avventura smarrita.

10,00

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Autore

  • Luigi Giannelli

    Nato a Parabita (Lecce) il 23 giugno 1960, è ispettore Superiore di Polizia Penitenziaria, in servizio presso la Casa Circondariale “Rebibbia Nuovo Complesso” Roma dal 1987.

    Ha inizialmente svolto, tra i tanti incarichi, anche quello di responsabile del Teatro collaborando con moltissimi registi agli allestimenti di numerose commedie, tra le più importanti: il Marat–sade regia di Antonio Campobasso 1989 – L’Esperimento regia di Giacomo Piperno 1996 – Commedianti regia di Anna Lezzi 1997. Ha portato in scena, in alcuni teatri italiani e in 29 Istituti Scolastici del Lazio, Lettera a un giovane detenuto di cui è autore e regista 2008-2009. Ha realizzato alcuni cortometraggi e videoclip tra cui Sono in carcere e siete venuti a trovarmi premio Giubileo 2000 del vicariato di Roma. Benemerito del Calcio, riconoscimento conferito dal C.R.L. – L.N.D. – F.I.G.C.

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