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ONU storia di un fallimento? Riflessioni sulle crisi internazionali e la tutela dei diritti fondamentali

Mentre l’Occidente sta attraversando una crisi profonda di identità, e sembra incapace di affrontare il cambiamento, il resto del mondo, prigioniero di dittature e di regimi illiberali, reagisce con estrema violenza alla nuova Era, fomentando odi ancestrali e provocando, attraverso il terrorismo globale e le guerre locali, una instabilità negli equilibri internazionali sempre più pericolosa.

La politica sembra aver perso il suo ruolo di guida dei popoli e delle nazioni, per lasciare il posto ad un cinico risiko bellico, applicato all’intero pianeta e guidato da un nebuloso, quanto devastante, dominio dei “mercati”, alimentato dall’odio feroce che si è scatenato con le infinite guerre che stanno insanguinando la terra.

Tutti gli organismi internazionali, leggasi ONU e suoi derivati, sono ostaggio di una politica ispirata al dominio del pianeta da parte di diverse potenze, così tradendo la mission per la quale furono fondati, e rivelandosi incapaci di perseguire quell’armonia tra i popoli che, nel nome della Pace, avrebbe dovuto essere il loro obiettivo principale.

Ed allora, sta diventando di vitale importanza affrontare in modo nuovo e coraggioso i problemi legati al controllo degli armamenti, alla necessità del disarmo, al ruolo dell’autorità mondiale incaricata di dirimere i contrasti, di impedire le aggressioni belliche e di garantire il rispetto e la tutela dei Diritti fondamentali della persona.

È tempo di aprire un confronto costruttivo, per studiare e ricercare insieme soluzioni che rendano possibile disinnescare le cause dei conflitti religiosi, etnici, territoriali e storici disseminati in tutte le aree del pianeta ed ancora irrisolti.

La “morte” delle ideologie che hanno scritto, spesso con il sangue, la storia del secolo scorso, ha lasciato un vuoto che la globalizzazione, le tecnologie innovative e le convulse trasformazioni socio-economiche degli ultimi decenni, non hanno colmato.

È giunto il momento di offrire all’umanità una nuova “utopia”, che sostituisca le vecchie ideologie dell’odio con una visione generosa e salvifica da donare alle generazioni che verranno.

È ora di riformare completamente gli organismi internazionali delegati a questi compiti.

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Autore

  • Loris Facchinetti

    Loris Facchinetti è stato uno dei leader del Movimento Solidarista Russo antisovietico “Narodnoi Trudoi Soyuz” (NTS), la più famosa ed importante organizzazione della Resistenza antisovietica. In questa veste ha organizzato per oltre vent’anni le attività per la difesa e la protezione dei detenuti nei lager, collaborato con gli esponenti della cultura russa quali Sacharov, Maximov, Solgenitzyn, Ginzburg, Shifrin, Yakir e cooperato la Chiesa del Silenzio. Ha coordinato le attività della rete operativa clandestina in URSS per l’applicazione dei Diritti Fondamentali dell’Uomo.

    Ha partecipato in Cecoslovacchia alle attività clandestine accanto ad alcuni degli intellettuali democratici che promossero Carta 77.

    Ha organizzato missioni e strutture per gli aiuti umanitari nei paesi in via di sviluppo e nelle aree belliche operando anche in Iraq, nei Balcani e nel Vicino Oriente. È stato tra i primi ad intervenire nell’azione di soccorso per salvare i bambini Tutsi massacrati in Rwanda ed è da molti decenni impegnato nel tentativo di pace in Medio Oriente.

    Ha ricoperto e ricopre diversi incarichi in Enti ed Organizzazioni tra cui citiamo:

    – Rappresentante della Regione Veneto nella Commissione per la Pace in Medio Oriente istituita dalla Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Regioni;

    – Delegato del Sindaco di Roma per Scienza e Cultura nei rapporti con Asia, Africa e Bacino del Mediterraneo;

    – Segretario Generale del Tribunale delle Libertà Marco Pannella e Membro dell’Associazione “Nessuno Tocchi Caino” in difesa dei Diritti dei Detenuti;

    – Fondatore e componente del CDA dell’Associazione NUOVA UDAI per lo sviluppo dei rapporti tra Italia e Israele;

    – Cofondatore dell’Istituto di Medicina Solidale e Presidente del Comitato Etico-Scientifico.

    Ha ricoperto e ricopre diversi altri incarichi e ha coordinato e coordina diversi progetti socio-umanitari sia in sede nazionale che internazionale. Autore del libro sui Diritti Umani di ieri e di oggi “Il Secolo Madre”,  nonché di studi e di ricerche di geopolitica, collabora con alcune testate giornalistiche.

  • Antonio Ferdinando De Simone

    Antonio Ferdinando De Simone, di origine salentina, Avvocato cassazionista del foro di Roma, Docente di diritto e procedura penale militare presso l’Università Unicusano; Presidente della sezione di Roma dell’Unione Italiana Forense e componente del Direttivo Nazionale; sino al 2011 Vice Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale forense; componente di commissione del COA di Roma dal 2011; Presidente, sino al 2015, dell’ACIP (associazione di mediazione sociale e tutela dei diritti dei consumatori e piccole imprese).

    Dal 2014 al 2018 è stato Presidente dell’Associazione Culturale Jusarmonia per la diffusione della storia e cultura dei popoli europei con riferimento al sostegno delle arti oratorie e musicali.

    Nel 2012 è stato insignito dell’onorificenza di “Personalità Europea 2012” dal CET; impegnato nella diffusione della cultura europea e della legalità con diverse associazioni, ha pubblicato numerosi articoli sulle riviste specializzate e per la Giappichelli editore nel 2004 il libro “Patrocinio a Spese dello Stato e Difesa d’ufficio”. Per la Herald Editore ha realizzato i volumi “Legalità e Sicurezza” (2012) e “Buongiorno Avvocato” (2016) sulla situazione carceraria e la giustizia destinando i proventi della pubblicazione al progetto “Carcere, se lo conosci lo eviti” ideato dalla cooperativa sociale Infocarcere. Nel 2018, per la “N.E.U.-Nuova Editrice Universitaria”, ha pubblicato il volume “Compendio di Diritto e Procedura Militare”, che risulta essere tra i manuali più diffusi di diritto militare.

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