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Poteri e servizi pubblici nei luoghi di privazione della libertà personale
Il lavoro si è posto l’obiettivo di analizzare come le esigenze di garanzia della libertà personale operino in ambienti particolari, a volte in contesti peculiari del presente periodo storico (si pensi agli hotspots per le persone migranti) e come tale compenetrazione di diritti e di esigenze venga amministrata dalla macchina burocratica dello Stato.
Ecco, proprio l’interrogativo, ovvero il dibattito – che appare attualissimo – circa la tendenza, in alcuni casi, all’amministrativizzazione della libertà personale ed al suo integrarsi o meno con il precetto posto dall’art. 13 Cost.
E come tali questioni si pongano di fronte ad una società che rapidamente vede cambiare gli ambiti di applicazione della norma sulla libertà personale, la vede anche urgentemente cercare di adeguarsi alle diverse esigenze che vieppiù si affacciano all’attualizzazione di decisioni che, talvolta, sembrano prendere il sopravvento sui tempi che si vorrebbero più dilatati per una compiuta assimilazione delle vicende umane.
L’immigrazione, quindi. Ma anche ciò che appare come un più diffuso impatto sulla società dei disturbi psichiatrici, o ai fenomeni giuridici afferenti a nuove fattispecie di reato. Questo universo umano che si affaccia nella nostra società come viene dunque interpretato, gestito – ci si passi il termine – amministrato dalla Pubblica Amministrazione?
È un tema che appare molto ampio, certo.
Eppure, riportato ad una analisi che per certi versi pare nuova, può essere ricondotto nei binari dell’esistente, ossia della relazione tra il potere pubblico e la delicata ed insuperabile funzione dettata dall’articolo 13 della Costituzione; e così è possibile ritrovare un filo conduttore nello studio dell’attività pubblica nei luoghi in cui naturalmente la libertà personale trova forme punitive o meno di restrizione: il carcere, le camere di sicurezza, gli hotspots, gli istituti psichiatrici, ecc.
Nei quattro capitoli in cui si articola il lavoro qui prodotto sarà pertanto condotta un’analisi sui principi di legalità e proporzionalità che legano l’azione della Pubblica Amministrazione ai luoghi di restrizione della libertà personale: in ambito penale, nei rapporti con le Forze di Polizia, nell’amministrazione del fenomeno migratorio e, quindi, nell’ambito delle strutture sanitarie ed assistenziali. Si indagherà, in altri termini, il corretto espletamento dei poteri pubblici all’interno dei luoghi di privazione della libertà personale ed il rapporto tra detti poteri e le garanzie delle persone, a vario titolo, in vinculis.
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