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LA GUERRA SILENTE

Svegliarsi una mattina e precipitare nel baratro del bioterrorismo, considerato fino ad allora una realtà legata al solo mondo del cinema. Città vietate, posti di blocco, militari armati per le vie, elicotteri e droni a controllare gli spazi pubblici, uomini che girano in tute ante virus, la popolazione relegata in casa. Anche i bambini non devono piangere e divertirsi, anche le Chiese devono restare chiuse, la fede viene sepolta dalla paura. I preti vengono denunciati, le campane tacciono. Le attività economiche chiuse d’autorità senza nessun filo logico, la dittatura sta prendendo vita. Quello che non sono riusciti a fare i barbari, ci riesce il Covid-19. Sembra una parola innocua, ma è il peggio che si possa immaginare: è terrore allo stadio puro, capace di annullare le vite, i rapporti umani, di cancellare le amicizie e le famiglie, di UCCIDERE. Anche il Signore si è voltato dall’altra parte, non ha risposto all’appello di Papa Francesco di far terminare l’epidemia dimostrando quanto sia inaffidabile e poco credibile solo proteso a difendere gli immigrati e musulmani ma non il cristiano, e non è nemmeno risorto il giorno di Pasqua. Il Papa resta chiuso a Santa Marta a pregare inutilmente, ma non agisce, non esce tra i fedeli ad incoraggiarli e sostenerli. Il popolo, abbandonato anche dal figlio di Dio, è in mano ad un branco di inetti, capaci di apparire in tv a reti unificate e a snocciolare dati incomprensibili, ad accusare e a mandare al fronte la parte sana del paese a mani nude. Una carneficina. La Spagna e l’Olanda, capitanate dalla Germania e dalla Francia, attuano azioni politiche per screditare l’Italia; l’Europa a guida franco-tedesca punta a strozzare l’economia italica e a scatenare una Grecia 2. Il bioterrorismo riuscirà a sconfiggere la libertà? La popolazione si interroga sul nuovo schiavismo: barattare i propri diritti per un pugno di farina. Si accontenterà di ballare sui balconi di casa, di intonare patetiche canzoncine in condominio, da battere mani e pentole al grido di “ce la faremo”, oppure passerà ai forconi? Allora sarà la RIVOLUZIONE. Ma la speranza non si può uccidere, i bambini continuano a nascere e nuove vite si formano nei grembi materni.

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Autore

  • Francesca Arpino

    Francesca Arpino nasce a Roma il 16 febbraio 1978, già avvocato penalista abbandona la professione forense e si iscrive all’ordine dei psicologi (attualmente iscritta alla scuola di specializzazione sistemico relazionale).

    Esperta in criminologia, con un corso di alta formazione in psicologia investigativa, psicologica giuridica, psicopatologia e psicodiagnostica forense.

    Attenta alle dinamiche familiari e alle problematiche di disagio minorile.

    Protesa alla cura della persona e alla difesa della sua integrità psichica.

    Associa spesso la dimensione giuridica e psicologica mettendola a disposizione del lettore.

    Con la Herald Editore ha pubblicato Tra luci e ombre legami di sangue, Indizi di un’anima (con Armando Valenti), Rime tra le sbarre  (con Caterina Biafora), Guerra silente, Specchio specchio delle mie brame (con Caterina Biafora e Anna Maria Stefanini), Zona rossa,  Belladonna – Segreti di famiglia, Polvere di Morte (con Massimiliano Papa) e Pillole di Criminologia (con Mary Petrillo).

    Con la Writers editor ha pubblicato Soli tra soli (con Massimiliano Papa).

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